B&W

Attenzione! Testo scritto da un non italiano! Alta concentrazione di errori grammaticali!

Nella sottostante foto potete vedere uno dei tantissimi murales sparsi sulle mura e sui palazzi nelle città iraniane, questa in particolare mostra un palazzo a Tehran. Non ci vuole tanta cultura per capire il suo significato, basta sapere come è fatta la bandiera statunitense e saper distinguere le figure del teschio e della bomba. Negli anni 80 e 90 in Iran, le Due figure sopra elencate erano tra le prime immagini che qualsiasi bambino iraniano (come me) li conosceva dopo aver messo piede per la prima volta nella scuola. La bandiera statunitense giaceva sempre all’ingresso delle scuole sotto ai nostri piedi, quasi sempre accompagnata da quella israeliana e alle volte addirittura dalle bandiere della Gran Bretagna e della Francia (questo dipendeva dalla fantasia dal preside ed ovviamente dalla larghezza dell’ingresso di ogni scuola). In quei anni la guerra Iraq-Iran stava passando la sua fase finale ma anche la più intensa e sanguinosa. I super caccia iracheni volando a bassa quota per poter sfuggire dai radar, arrivavano fino a Tehran per bombardare la città, e ci riuscivano. Al loro arrivo qualsiasi programma televisivo si interrompeva e subito appariva sullo schermo un sfondo rosso con la scritta bianca «ALLARME ROSSO» sotto il segno del teschio dentro un triangolo, accompagnato da una voce fredda che diceva: Attenzione! Attenzione! Questo è allarme rosso! Attacco aereo! Spegnete tutte le luci e trovate…, non sono mai riuscito a sentire questo messaggio fino alla fine perché subito venivo preso in braccio e portato via da mio padre mentre mi chiedevo; ma perché devono arrivare sempre quando io sto guardando i miei film preferiti!?! riempendo mi di un odio profondo. Non c’era niente da fare, dopo pochi minuti dall’allarme saltava la corrente e in quel poco tempo dovevamo riuscire ad arrivare ai bunker nel buio totale utilizzando la torcia e alle volte le candele. Dentro i bunker però c’era la luce. C’era sempre una lampada che illuminava una illustrazione sul muro del bunker come fosse il suo libretto delle istruzioni. Ci spiegava come e quando lo dovevamo utilizzare, cosa bisognava fare e cosa si doveva evitare mentre ci eravamo dentro. Uno dei casi in cui si doveva trovare rifugio nei bunker era l’attacco aereo, segnalato con la figurina di un grande aeroplano militare mentre lanciava una schiera di bombe, di quelle che si vedevano nei film della Guerra del Vietnam. In quegli anni a scuola ci veniva insegnato che gli americani sono cattivissimi. Perché aiutavano l’Iraq di Saddam Hussein nella guerra. Tramite i loro satelliti Indicavano le nostre città ai cacciabombardieri iracheni. Mettevano a loro disposizione tutte le armi, persino quelle chimiche e biologiche. Io personalmente vedevo gli americani dietro ogni male. Mi ricordo che proprio in quel periodo successe un devastante terremoto a nord-ovest dell’Iran ed io ero convinto che l’avessero causato i soldati americani scavando i tunnel sotterranei e mettendoci le bombe.

Insomma, la mia infanzia è passato in una atmosfera come quella che ho appena descritto. Sotto ogni forma di propaganda anti-americana che accompagnata da una cruda realtà non mi lasciava che odiare gli Stati Uniti e tutti i suoi alleati (cani da guardia nella letteratura propagandistica dell’epoca).

Crescendo e con il passare del tempo, sopratutto da quando ho lasciato il mio paese ho cominciato a vedere il mondo da un punto di vista differente. Ho imparato che il bianco e il nero non esistono ma ci sono invece un’infinità di tonalità di grigio.

Questi giorni, dopo tanti anni invece faccio fatica di nuovo a vedere le cose nelle tonalità di grigio. Vedo che in un paese non molto lontano, ormai da più di Due anni muoiono ogni giorno centinaia di persone innocenti e finora nessuno si è preoccupato seriamente di fare qualcosa. L’unica cosa di cui si è parlato fin dall’inizio è stata la guerra. Quando farla,come farla? Via aria o via terra o dal mare? Farla da soli o in gruppo? Ognuno pensa solo a se stesso. Mi sembra tanto il funerale di una persona ricca, dove tutti fanno di tutto per mostrarsi più vicino al defunto nella speranza di poter guadagnare qualcosa dalla sua ricchezza, c’è chi piange a dirotto, c’è chi fa il discorso commuovente e c’è chi porta un mazzo di fiori più grande possibile,tutti partecipi di un teatro crudele, dove non c’è né bianco né grigio ma domina solo il nero.

1175372_10201371593744142_1443966006_n

Advertisements

نطفهء عطف

در تاریخ ۱۳ فروردین ۱۳۹۴ بالاخره ایران و گروه موسوم به ۵+۱ به یک توافق یا تفاهم یا یک مخرج مشترک رسیدند. اینکه حتی ماهیت چیزی که طرفین دعوا پس از بیش از ۱۰ سال مذاکره به آن رسیده‌اند هم موضوع بحث و اختلاف نظر است خود نشان دهنده پیچیدگی آن است.

بلافاصله پس از پخش خبر حصول تفاهم‌نامه کاربران شبکه‌های اجتماعی، از ایرانی و غیر ایرانی در مقیاس گسترده‌ای از خود واکنش نشان دادند و در ایران بسیاری از مردم به خیابان‌ها ریخته و مراتب شادمانی و سرور خود را ابراز داشتند. شادی آن دسته از مردم را می‌توان به شادی زنی شبیه دانست که پس از سال‌ها ناباروری الساعه متوجه شده آبستن فرزندی است، بی‌خبر از هرآنچه قرار است در ۹ ماه پیش رویش تا به دنیا آمدن فرزند دلبند و در سال‌های بعد از آن اتفاق بیافتد. هرچند شادی زن از حد و اندازه خارج است، اما بی‌شمارند پرسش‌هایی که ممکن است او از خود بپرسد؛ آیا موجودی که هم اکنون در تاریکی شکمش در حال رشد است هرگز نور خورشید را خواهد دید؟ آیا سالم پا به هستی خواهد گذاشت؟ در آینده آیا چه بر سر او خواهد آمد؟ آیا فرزندی سر به راه و موجب بالندگی والدینش خواهد شد یا اینکه قومی را وادار خواهد ساخت تا ابد بر پدر و مادرش لعنت فرستند؟

پیش بینی آنچه از فردای ۱۳ فروردین تا ۱۰ تیر و پس از آن تاریخ در پیش روست، اگر نگویم غیرممکن، بدون شک بسیار دشوار است یا دست‌کم از توانایی کسی با آگاهی‌های من به دور است. ولی در مقام مثال چنانچه آن آرمانی که من از ایران در نظر دارم را جوانی در آستانه بیست و‌‌اند سالگی متصور شوم، گزاف نیست اگر بگویم در شب ۱۳ فروردین ۱۳۹۴ بود که پدر و مادرش هم دیگر را در آغوش کشیدند و با بدن‌های در هم تنیده کمر همت به بستن نطفهء او بستند.

ایران کشوری است مستعد و مستحق که متاسفانه در قرن اخیر – به ویژه در سه دهه گذشته – به دلایل گوناگونی نه تنها از رسیدن به جایگاه حقیقی خود باز مانده، بلکه در بسیاری زمینه‌های دچار واپسگرایی شده است.

هرچند می‌توان بخشی از واپس‌ماندگی ایران را – به عنوان بخشی از جهان اسلام و کشورهای به اصلاح جنوب – با توسل به جبر جغرافیایی و دیگر پاره علت تراشی‌ها تشریح و توجیه کرد، اما بر کسی پوشیده نیست که از زمان پیروزی انقلاب اسلامی در بهمن ۱۳۵۷ و پس از آن با اشغال سفارت آمریکا در ۱۳ آبان ۱۳۵۸ تا به امروز در طول بیش از سه دهه، درهای تعامل با جامعهء جهانی یک به یک بر روی ایرانیان بسته شده‌اند. برای درک تاثیرات مخرب این انزوای مهلک کافی است به این نکته توجه کنیم که در طول تاریخ هرگونه پیشرفت و حرکت رو به جلویی که رخ داده است زاییدهء برخورد و بده بستان بین تمدن‌ها و ملل گوناگون بوده است و هیچ تمدنی و کشوری – من جمله ایران – به تنهایی به جایی نرسیده است.

کشور ایران در این سه دهه اخیر با بد‌ترین نوع از انزوا رو به رو بوده است. به طوری که نه تنها از تعامل سازنده با کشورهای پیشرفته و قدرتمند جهان بازمانده بلکه حتی از همزیستی مسالمت‌آمیز با همسایگان هم کیش و هم زبان و هم ریشه خود هم عاجز بوده است. این در حالی است که پس از فروپاشی بلوک شرق – به فاصله یک دهه پس از انقلاب اسلامی – جهان با سرعت سرسام آوری در حال درهم تنیدگی و به اصطلاح شکل دهی به دهکده جهانی بوده است. کافی است به اتحادیه اروپا نگاهی بیاندازیم؛ جایی که هفتاد سال پیش در آن جنگ جهانی دوم به وقوع پیوست و با خود بیش از ۵۰ میلیون انسان را به کام مرگ کشید، هم اکنون یک شهروند یونانی می‌تواند بدون گذرنامه با عبور از پنج کشور خود را به آلمان برساند، در آنجا اقامت کند، تحصیل کند، کسب و کار راه بیاندازد، ازدواج کند و بچه دار بشود. این در حالی است که کشور یونان در جریان جنگ جهانی دوم به اشغال نازی‌‌ها درآمد و در طی دوران اشغال خسارات جبران ناپذیری به آن وارد شد.

با وجود اینکه سابقه جنگ خانمان سوزی حتی در مقیاس یک صدم از جنگ جهانی دوم بین کشورهای خاورمیانه وجود ندارد و اساسا اکثر قریب به اتفاق کشورهای تشکیل دهندهء خاورمیانهء امروز تا قریب به ۲۰۰ سال پیش زیر پرچم تنها دو کشور ایران و امپراطوری عثمانی وجود داشته‌اند، امروزه تصور آینده‌ای اینچنین برای ایران و خاورمیانه حتی در سایه امامت صاحب‌الزمان هم غیرممکن می‌نماید.

باری، چیزی که دیروز در لوزان سوئیس بین ایران و گروه ۵+۱ رخ داد می‌تواند گواهی باشد بر اینکه هنوز گفتگو و مذاکره بهترین، کوتاه‌ترین و کم هزینه‌ترین راه حل برای رسیدن به یک فصل مشترک در مناقشات منطقه‌ای و بین‌المللی است.

با امید به نیک بختی ایران – جوان آرمانی این قصه – در این راه دراز و اینکه به ثمر رسیدن تفاهم هسته‌ای بتواند سرآغازی باشد برای گشایش‌های هرچه بیشتر در عرصهء داخلی و بین‌المللی برای ایران و ایرانیان.